sabato 12 aprile 2008

Surfaris - Byron Bay to Sydney




Finalmente sono riuscito a fare il corso di surf che ho sognato da tempo. L'occasione è stata la settimana di vacanza per Pascqua. Ho quindi deciso insieme a due intrepidi compagni tedeschi, Christian e Sven, di partire per il famoso Surfaris. Il corso dura sei gioni e il campo base della compagnia si trova vicino a Kempsey che è a metà strada fra Sydney e Byron Bay, circa 8 ore di auto a sud di Brisbane. Il gruppo varia dai 10 ai 25 partecipanti.

Funziona in questo modo: loro provvedono a tutto, cibo, trasporto, attrezzatura e allogio. Ci sono esperti istruttori che ti seguono tutto il giono e che ti insegnano passo a passo come surfare su un'onda verde (prima che l'onda rompa). Tutti gli istruttori hanno una esperienza incredibile e vedrete cosa sanno fare cliccando sulla foto a lato. Ogni giorno controllando le condizioni metereologiche ci si sposta su una spiaggia diversa, dove ci sono le onde giuste. Oltre a insegnarti a surfare infatti, ci hanno fatto un piccolo corso su come riconoscere un buon posto dove fare surf: come riconoscele le onde, il vento e la geografia del luogo.

Le spiagge che abbiamo visitato si trovano tutte all'interno di un parco nazionale e per questo sono semi deserte. L'esperienza di surfare con i delfini è assolutamente impagabile.

giovedì 28 febbraio 2008

Stradbroke Island


Chiamata confidenzialmente dagli australiani Straddie Stradbroke Island è una delle mete preferite dagli abitanti di Brisbane. Per arrivarci basta giudare per circa un'ora, o prendere un treno, verso sud fino al terminal del traghetto e da li in quaranta minuti si attraversa una stretta e sabbiosa manica di mare che separa l'isola dalla terra ferma. L'isola è coperta da una folta vegetazione tropicale. L'isola è rinomata anche per le belle onde e per il vino liquoroso prodotto dagli isolani.

La decisione di andare su Straddie è stata motivata dal fatto che ci fosse il QUT orientation camp, ovvero un week end organizzato per gli studenti che partecipano ai programmi "study abroad" e "exchange" dall'università. Io essendo studente internazionale quindi non avrei dovuto essere li ma, come tanti altri studenti dello scorso semestre, abbiamo deciso di organizzare un paio di macchine e di andare comunque visto che è un'ottima occasione per conoscere i nuovi studenti che iniziano il semestre in questo periodo.

mercoledì 6 febbraio 2008

Andy warhol Down Under


Attualmente in esposizione la mostra retrospettiva su Andy warhol alla Queensland art Gallery / Gallery of modern Art che raccoglie 300 tra le opere più significative dell'artista icona della "pop art" dal 1950 al 1987, anno della sua morte. Warhol ha reso gli oggetti di tutti i giorni una forma d'arte e ha realizzato attraverso originali processi di stampa alcuni lavori che sono il simboli iconograficidegli ultimi decenni, basti pernsare a Merilyn Monroe o alla famosa stampa di Mao. Suo marchio di fabbrica la famossissima latta Campbell's.

Andando su http://www.australianteo.com vedrete alcune delle foto che sono riuscito a fare all'interno della mostra. In realtà non si potrebbe ma non ho saputo resistere, quindi non fate caso alle sfocature e godetevi il guru della Pop Art.

martedì 23 ottobre 2007

Brisbane To Cape Tribulation


Finalmente le immagini di uno dei viaggi più belli che abbia mai fatto. Il tragitto prevede i circa 3000 kilometri che separano Brisbane da Cape Tribulation, la leggendaria spiaggia su cui sbarcò il Captiano James Cook.

Lungo la stra una magnifica avventura in 4x4 su l'isola di sabbia più grande del mondo: Fraser Island

ed un giro in barca a vela sulle Whitsundays Island, ovvero un insieme di atolli sulla grande barriera corallina

Andate sul http://www.australianteo.com e guardate tutte le gallerie fotografiche

sabato 30 giugno 2007

Three Months Down Under

Sono in Australia da ormai tre mesi e mi accorgo di più ogni giorno che qui le cose sono realmente diverse dal vecchio continente, e non solo perchè l’acqua del gabinetto gira al contrario…

Dopo tre mesi mi viene ancora naturale attraversare la strada guardando a sinistra con il risultato che ogni tanto rischio di essere stirato. In compenso cammino sulla sinitra e sembro un “local”. Anche le scale mobili subito erano un problema, io mi mettevo sulla destra, e gli australiani normalmente superano su quel lato, con il risultato che mi accorgevo alla fine della scala che dietro di me era pieno di gente che andava di fretta intoppata dalla mia presenza sul lato sbagliato della scala mobile che cercava di segnalarmi la cosa tossendo o battendo I piedi. 

Mi sono abituato a vivere in una casa senza il riscaldamento nonostante fosse inverno. Ho scoperto il piacere di fare colazione alla mattina sulla veranda della mia tradizionale, vecchia casa guardando la città moderna e scintillante con i suoi grattacieli dall’altra parte del fiume. Adore le città attraversate da un grande fiume. Cammino, cammino moltissimo. La città è grande e così lo sono le distanze. Cammino e mi guardo attorno, cammino e imparo un sacco di cose, cammino e vedo gli sguradi delle persone attorno a me.

Ho iniziato l’entusiasmante avventura universitaria presso la Queensland University of Technology (QUT). Una realtà completamente diversa da quelle vissute in Italia e in Spagna. Qui sto facendo un master e la quantità di lavoro è impressionante, molto più di quello che pensavo, ogni settimana ho delle presentazioni inidividuali o di gruppo, dei case analysis o dei reports. Gli australiani, come gli inglesi e gli americani, adorano mettere un limite al numero di parole nei lavori da presentare e che vanno matti per le bibliografie. Usano dei software per verificare che i nostri lavori non siano copiati dal web, dai giornali o dai libri ( è un sistema complicatissimo che ogni giorno viene aggiornato e fa capo ad un database centrale in Australia a cui collaborano tutte le università. Se si lavora di copia e incolla è facile essere beccati con il risultato che si viene espulsi al secondo avvertimento) . Ho imparato a studiare in biblioteca che era una cosa che odiavo in Italia, ma qui è diverso, è un ottimo posto in cui lavorare e conoscere persone. Gli australiani vengono a scuola con il costume e le infradito, alcuni senza scarpe, eppure siamo in una metropoli. I docenti mi chiamano per nome. Fuori dalla finestra ci sono le palme e gli eucalipti. Torno a casa e sono contento di quello che sto studiando e di come lo sto studiando. Non mi succedeva da troppo tempo.

Gli Australiani hanno un nomignolo per ogni cosa e possono storpiare il mio nome in almeno venti modi diversi. Gli elettricisti si chimano sparky, per chiedere una birra si dice coldie, un documentario è un doco e per concludere in bellezza la toilette è detta shit house. Ah dimenticavo, gli australiani non sono gli Australians, ma gli Aussies (che si pronuncia ozi).

Ho la sensazione che questo paese si stia sviluppando ad una velocità impressionante. Costruiscono case a vista d’occhio e la disoccupazione quasi non esite. Sento nell’aria i soldi che si muovono. I costi di tutti i giorni sono leggermente inferiori a quelli europei, la vera differenza è sulle cose impegnative, come la casa, le assicurazioni, l’istruzione e soprattutto le tasse. Gli articoli più in voga attualmente sono i water tank (per collezionare l’acqua piovana), le assicurazioni sulla vita, i piani previdenziali prima del pensionamento e le case. Non sono interessati come noi agli status symbols, machine, vestiti ecc. Alla televisione il 50% delle pubblicità sono governative per informare gli australiani sull’influenza e come prevenirla, sulle pensioni, sugli anziani a casa da soli, sulle malattie più comuni e come non farsi trovare impreparati, sui posti di lavoro, sulla droga, sull’istruzione, sull’ alcohol, su come costruire una famiglia, su come ricevere fondi per ogni cosa vi venga in mente e spesso solo per ricordarvi che il governo australiano vi ama e che siete tutti delle brave persone. Lo trovo confortante e da un senso di comunità che non avevo mai visto prima. Lovely.

Mi sono ormai rassegnato a non trovare le cose che mi servono per cucinare al supermercato, in compenso adesso so come usare il latte di cocco, il ginger ed un sacco di verdure che noi non abbiamo. Ho invece scoperto la gioia di fare spesa al sabato mattina in un grande mercato vicino a casa. La frutta, la verdura i colori e gli odori, il tutto in un’atmosfera hippie. Compro quello che mi seve poi mi appoggio ad un eucalipto bevendo una tazza di te comprata alla bancarella accanto mentre ascolto un gruppo improvvisato composto da un violino un didgeridoo e un flauto. Un sogno.

Ho imparato una cosa fondamentale, ad essere un po’ più umile e a chiedere aiuto quando ne ho bisogno. Ho messo da parte un po’ di orgoglio per fare posto al suggerimento di un amico. Ho imparato che scambiarsi informazioni è davvero fondamentale quando si è così lontani da casa immersi in un mondo totalmente diverso. Ci si sente meno soli e più utili. Si impara molto di più e prima.

Dopo tre mesi mi scende ancora una lacrima se penso che sono così lontano da casa. Poi realizzo che sono dannatamente fortunato e che anche un po’ di malinconia servirà a rendere questa esperienza indimenticabile.

Un aussie ciao a tutti !!!